Mozart: Prima esecuzione del Concerto in re minore K.466

11 febbraio 1785. C’era anche Leopold Mozart quella sera. Arrivava a Vienna proprio quel giorno.

L’11 febbraio 1785 la prima esecuzione del Concerto in re minore.

Era il mese di febbraio del 1785 quando Wolfgang Amadeus Mozart componeva il suo Concerto per pianoforte e orchestra in re minore K.466, che è il n. 20 nel catalogo delle sue opere.

Il grande critico musicale Charles Rosen affermava che quando ascoltiamo questo Concerto non sappiamo mai davvero se stiamo ascoltando il grande capolavoro oppure la sua reputazione oppure ancora l’immagine collettiva che tutti ne abbiamo.

Questa composizione che è diventata un mito dell’animo collettivo è un paesaggio vastissimo e lussureggiante di cui conosciamo tutte le pieghe, le oscurità e il glamour. Inevitabilmente la nostra memoria va ai primi mesi dell’anno 1785, a Vienna, quando Mozart compose non solo questo concerto, ma anche quello successivo in do maggiore, un’altra icona del concertismo mozartiano.

Seppure contrastanti per modo, essendo l’uno scritto in tonalità minore e l’altro in maggiore, questi due concerti ci mostrano non tanto l’alternarsi dello stato d’animo di Mozart, quanto piuttosto i suoi opposti modi di guardare il mondo. Potremmo dire uno dionisiaco (re minore) e l’altro apollineo (do maggiore). Nel Concerto in re minore troviamo tutta l’ebbrezza e la malinconia laddove forse, nell’altro, lo sguardo dell’uomo illuminista, quale Mozart era. Lo slancio meraviglioso che prende vita fin dal primo gesto di apertura del concerto in re minore non ci lascia un attimo di tregua per tutto il primo tempo.

La tonalità di re minore, prediletta da Mozart in ben sei opere vocali, rappresenta sempre uno stato d’animo di ardore e vendetta, sostiene il critico Martin Chusid. Protagonista è, diciamo noi, il destino, il potere, atteso nella sua veste drammatica, teatrale.  Non a caso è la tonalità del Requiem.

Quell’anno 1785 era iniziato con una rappresentazione a Dresda del Ratto del Serraglio, ed era proseguito con la prima esecuzione dei Sei Quartetti dedicati ad Haydn. Il progetto del Concerto si situa proprio al termine della composizione dei Quartetti, subito dopo la conclusione dell’ultimo, quello detto delle Dissonanze. Era la fine di gennaio e la composizione del Concerto si concluse il 10 febbraio, il giorno prima della prima esecuzione che ebbe luogo l’11 febbraio. C’era anche Leopold Mozart quella sera. Arrivava a Vienna proprio quel giorno. Secondo quanto ci racconta lo stesso padre di Mozart, il concerto fu splendido e eseguito meravigliosamente. Oltretutto faceva parte di una serie di concerti per sottoscrizione che furono assai lucrativi per Wolfgang. Egli stesso fu direttore e interprete di questo Concerto che, come nella tradizione, è suddiviso in tre movimenti, il primo un Allegro, cui fa seguito la celebre Romanza, e il Rondò finale, Allegro assai.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *