Haydn: L’avventura musicale di uno spirito libero.

Protagonista di un’esistenza straordinaria, Joseph Haydn è un modello di vitalità, un uomo generoso e pieno di humor. E’ facile avere simpatia per lui ragazzino, quando taglia il codino ad un compagno del coro e si fa espellere dalla Cattedrale di Santo Stefano a Vienna, oppure si fa punire dall’imperatrice Maria Teresa, perché scorrazza sui ponteggi del castello di Schönbrunn. Adolescente lo troviamo a suonare serenate notturne per le strade di Vienna, composte da lui. Più tardi il suo talento di ragazzo di strada lo aiuterà a farsi rispettare nelle liti tra musicisti e cantanti quando dirige il teatro di Esterháza.

Capace di riconoscere immediatamente e sostenere il genio di Mozart, Haydn è uomo del popolo, nato contadino, in una zona poverissima della profonda Ungheria. Senza figli ma amante dei giovani e capace in tarda età di passare ore a giocare a carte con la servitù. E’ il compositore che ha portato la Sinfonia e il Quartetto alle soglie della modernità, sottraendole all’espressività convenzionale del Settecento, mentre le sue opere, al contrario, sono composte e pensate per il pubblico aristocratico del teatro di Esterháza. Conosciuto dovunque come Papa Haydn, un appellativo che vuole riferirsi a lui come il padre del Quartetto e della Sinfonia, Haydn è il “patriarca della nuova musica”, che ha dedicato la vita a scoprire cose nuove, nuovi suoni, un linguaggio musicale sempre più ricco. E’ anche il genio dei pezzi brevi, delle composizioni di occasione e soprattutto degli strumenti nuovi o inusuali. Per la nuova tromba a chiavi scrive un concerto che è diventato una leggenda. Scrive concerti per uno strumento aristocratico come la Lira organizzata e un’infinità di pagine cameristiche per il baryton, lo strumento del suo principe; per l’orologio meccanico adatta alcune delle sue pagine più conosciute. Non si sottrae a nessuna proposta musicale che gli venga offerta, salvo quella di scrivere un’opera per il teatro di Praga, perché, dice, non c’è nessuno che possa competere con Mozart in materia di teatro.

Mentre per lui scorrevano nel remoto castello del principe Esterhazy  i trent’anni più intensi della sua vita lavorativa, tra opere, concerti e la messa in scena di oltre milleduecento opere, si creava intono a lui una notorietà inimmaginabile per un compositore vivente. Accolto a Londra come una star vi trascorse, sessantenne, uno dei periodi più felici della sua vita, al ritorno si scoprì capace di un’energia che non aveva previsto e divenne compositore di oratori, il più amato La Creazione. Aveva avuto in dono qualità musicali straordinarie, che avrebbero potuto ma non lo resero mai superbo, La Creazione fu l’ultimo atto di riconoscenza verso chi gli aveva dato quelle doti.

Lunedì 3 ottobre ore 13 : Il sogno irriducibile di diventare musicista

Martedì 4 ottobre ore 13 : L’aurora di una nuova vita: Haydn al servizio degli Esterhazy. 1761-1780

Mercoledì 5 ottobre ore 13: Amore e amicizia

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