Amata Vienna


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29 novembre 2013 / Comments: 0

Amata Vienna

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Da qualche tempo a Vienna si dice che un uomo sia sfuggito alla cittA� per andare a vivere nel bosco. E nel bosco a�� si dice ancora a�� quella��uomo A? diventato un albero.
Allora mi sono messo in cammino e ho seguito le sue tracce. Ho dovuto faticare parecchio perchA� di questi tempi la gente non ama quelli che vogliono mettere radici, quindi non amano neppure parlarne. Ho dovuto addentrarmi in una nebbia di oblio. Alla fine ce la��ho fatta.
Nella foresta in cui gli uomini sono alberi regna un silenzio surreale. Si sa che gli alberi non parlano, hanno dimenticato il linguaggio degli uomini, si limitano a respirare e a vivere. Il privilegio della parola A? rimasto alle ombre che talvolta con voce sommessa si lasciano sfuggire brandelli di storia passata.
CosA� lentamente, camminando nel bosco degli uomini albero, ho udito affiorare le loro storie, filtrate dal fitto profumo del bosco nel fresco autunnale.
Coma��A? che siete diventati alberi?
Una volta chiuso dietro di me il recinto della��esistenza di tutti i giorni sono andato avanti con facilitA�, curioso dei passi di chi mi aveva preceduto, racconta qualcuno. PerchA� molti sono passati di qui, ma per loro il tempo A? tornato indietro e la cittA� ha riaperto loro le porte.
Se perA? lasci che il tempo continui a correrti avanti allora procedi e lasci tutto alle spalle.
Per me A? stata una fuga, una fuga a perdifiato. Non ho visto nA� sentito nulla finchA� non mi sono trovato qui, con le nuvole che mi scorrono tra i rami e chilometri di azzurro piA? vasti di oceani. Lontano da quella casa dove eravamo in troppi e dove marcivo ogni giorno di piA?, (non fu un matrimonio fallito, me ne andai molto prima).
Presi a marcire in un giorno da��estate, non perchA� facesse caldo, ma perchA� mio padre si era ammalato. Fuggii nel luglio della��anno dopo. Da un anno intero non lasciavo piA? la casa: il mio compito era sorvegliare la malattia di mio padre, uomo che detestavo. I miei fratelli sorvegliavano il mio sorvegliare, mia madre sorvegliava il mio sorvegliare. Fuggii per togliermi dalla pelle la��odore di morte che sentivo da un anno, la morte di un essere che odiavo.
Incanto, gusto, interesse, piacere, avevo perso tutto. Ero una donna arrendevole, dicevano, infatti non mi sono arresa finchA� non fui qui. Qui sento le radici affondare nella terra, le mie radici sono piene di terra. La terra A? piena di radici mie e io respiro dal fango che mi dA� la vita. So che non me ne andrA? mai piA?, conservo la memoria per questo.

Personaggi che hanno dato vita ai racconti

Therese Grob (1798-1875) A? la protagonista di Storia da��amore. Era la figlia di una signora della media borghesia, racconta un amico di Schubert, Anton Holzapfel, donna ancora giovane che aveva anche un figlio, Heinrich. La signora era vedova, nonchA� proprietaria di una casa a Lichtental (sobborgo di Vienna), non lontano dalla chiesa e mandava avanti con successo una delle poche tessiture di seta che fiorivano a quel tempo. Gli Schubert erano ben conosciuti in quella casaa��Therese non era affatto una bellezza, ma era ben educata, piuttosto grassottella e con un viso rotondo, fresco e infantile. Cantava bene con una bella voce di soprano e faceva parte del coro di Lichtental. Schubert scrisse per lei molte cose, tra queste una��incantevole a�?Avea�? in do maggiore. Therese cantA? anche la parte del soprano solista nella prima Messa di Schubert, nel 1814.

Anselm HA?ttenbrenner (1794-1868) era originario di Graz. Dopo gli studi musicali a Vienna divenne agronomo nella proprietA� di suo padre e direttore della SocietA� Musicale Stiriana. Aveva tre anni piA? di Schubert e si conoscevano bene. Si erano conosciuti studiando con Salieri e restarono in contatto per tanti anni. Ea�� il protagonista del racconto Incompiuta. Infatti fu a lui che Schubert consegnA? il manoscritto, facendoglielo avere attraverso il fratello Joseph.

Joseph HA?ttenbrenner (1796-1873) ha liberamente ispirato Il custode a�� Fu impiegato al Ministero della��Interno e factotum di Schubert. I suoi fratelli erano Anselm, agronomo e direttore della SocietA� Musicale Stiriana, Andreas, consigliere della Corte da��appello e Heinrich, professore della FacoltA� di legge a Graz.

Joseph Kenner (1794-1868) A? il protagonista delle immaginarie vicende narrate in Joseph K./A casa /Il poeta. Fu Consigliere municipale della cittA� di Linz e poi capo distretto a Freistadt e Ischl (Alta Austria). AndA? in pensione nel 1857 con il titolo di Consigliere di Governo. Era sposato ad Anna Kreil.

Franz von Schober (1796-1882) A? la��indiscutibile protagonista e voce narrante di Non appartengo. Nato a SchloAY Torup, in Svezia, da padre tedesco e madre austriaca. ArrivA? a Vienna e frequentA? lo Stadtkonvikt. Conobbe Schubert nel 1815 grazie a Joseph von Spaun. Intelletto incredibilmente versatile, era scrittore, poeta,disegnatore, attore. MorA� a Dresda dopo un infelice matrimonio con Thekla von Gumpert, scrittrice.

Joseph von Spaun (1788-1865) Le sue testimonianze ci hanno narrato la vita di Schubert adolescente e hanno fornito il materiale oltre che per Il custode (la vicenda dei Dodici Minuetti A? raccontata da lui) per I nostri maestri. Originario di Linz, arrivA? allo Stadtkonvikt a�� dove vivevano anche studenti della��UniversitA� – nel 1805 come studente di legge. Nella��orchestra del Convitto aveva il posto di primo dei secondi violini. Fu uno dei piA? affezionati amici che Schubert ebbe al Convitto. Apparteneva ad una ricca famiglia di Linz e terminA? i suoi studi nel 1809. Divenne consigliere del governo a Linz, poi a Lemberg e infine a Vienna dove nel 1841 divenne direttore della Lotteria di Stato.

Edward Traweger (1820-1909) protagonista e voce narrante del racconto omonimo, fu una delle ultime persone sopravvissute tra coloro che avevano conosciuto Schubert. Nel 1902 racconterA� ancora una volta la sua conoscenza con il musicista, fatta quando aveva solo quattro anni.

La cerchia degli amici di Schubert

Eduard von Bauernfeld (Vienna 1813-1890), incontrA? Schubert nel 1822, ma entrA? in relazione con lui solo nel 1825. Fu un commediografo autorevole e impiegato alla direzione del Lotto, dove lavorava alle dipendenze di Josef von Spaun.

Wilhelmine von Chezy (1783-1856) era una scrittrice e fu la��autrice del libretto della��Euryante per Weber e della��opera Rosamunde per la quale Schubert scrisse le musiche di scena. Il figlio, Wilhelm von Chezy fu attivo anche lui come scrittore.

Leopold Kupelwieser (1797-1826). Era nato nella��Austria Inferiore e divenne uno stimato autore di ritratti e di soggetti ecclesiastici. Nel 1836 entrA? come professore alla��Accademia di Belle arti di Vienna.

Franz Lachner (1803-1890), originario della Baviera, fu il primo organista alla chiesa protestante di Vienna e poi uno dei direttori assistenti alla��Opera di Corte, dove fu Kapellmeister dal 1829 al 1834.

Johann Mayrhofer (1787-1836), letterato, censore imperiale, intimo amico di Schubert, con cui convisse dal 1818 al 1821. Fu il poeta di quaratasette Lieder e due opere: Die Freunde von Salamanka, commedia musicale e Adraste, opera.

Karl von SchA�nstein (1749-1859) era nato ad Ofen, vicino a Pest. Divenne avvocato e nel 1816 entrA? come apprendista alla Hokkammer. Infine divenne Consigliere imperiale al Ministero delle Finanze. Era un cantante dilettante eccezionalmente dotato, con una voce di baritono acuto. Era un aristocratico colto e generoso. Nel 1818 conobbe Schubert nella tenuta degli Esterhazy a Zseliz, dova la famiglia trascorreva le vacanze. Quella��anno, nella mansioni di maestro di musica delle figlie del conte, era stato assunto Franz Schubert. Le signorine suonavano assai bene il pianoforte, almeno secondo la testimonianza del barone SchA�nstein. In casa Esterhazy riconobbero subito il talent del ragazzo che a partire da quel momento divenne un protetto della famiglia. Da quel momento anche il barone Karl von SchA�nstein divenne uno dei piA? accesi estimatori delle composizioni di Schubert, che spesso interpretava con raffinata perizia. Un suo lungo e dettagliato racconto della sua amicizia con Schubert comparve il giorno di Natale del 1948 sulla a�?Wiener Zeitunga�?.

Moritz von Schwind (1804-1871) era nato a Vienna e divenne un pittore molto noto in Germania. Era molto musicale e benchA� giovanissimo, fu uno dei migliori amici di Schubert.

Leopold Sonnleithner (1797-1873) era originario di Vienna. StudiA? legge come suo padre e raggiunse la posizione di Giudice di Corte. SposA? una�� allieva della celebre cantante Anna FrA�lich, Louise Gosmar, a cui Schubert dedicA? la sua StA�ndchen per contralto. Era un caro amico per Schubert e spesso rivelA? doti musicali non comuni. In casa sua si tenevano periodicamente concerti e fu lui a organizzare, insieme a HA?ttenbrenner e altri amici, di far stampare il primo fascicolo di Lieder schubertiani, nel 1821.
Si preoccupA? della vendita con cui riuscA� a pagare tutti i debiti che il musicista aveva contratto nel tempo difficile della sua carriera.

Albert Stadler (1794-1888) come Mayrhofer e Vogl era nato a Steyr e frequentA? il Convitto a Vienna. Anche lui trovA? impiego nel Governo nella��Alta Austria e a Salisburgo, nella Bassa Austria. AndA? in pensione nel 1876. CollezionA? copie dei primi Lieder di Schubert e compose dei Lieder egli stesso. In gioventA? era segretario del Musikverein di Linz, che nominA? Schubert suo membro onorario.

Joseph Vogl (1768-1840), eccellente cantante da��opera e di concerto. LasciA? il teatro nel 1822 e divenne uno dei piA? intimi amici di Schubert, nonchA� la��interprete privilegiato dei suoi Lieder. Racconta infatti Joseph von Spaun che Schubert a�� che doveva sempre cantare i suoi Lieder a�� un giorno manifestA? il desiderio di conoscere il cantante Vogl. Alla��interno del gruppo degli amici venne deciso che bisognava conquistare Vogl ai Lieder di Schubert. La prima volta che lo invitarono, il grande cantante rifiutA?. Disse che ne aveva fin sopra i capelli della musica e dei suoi geni. Troppe volte aveva sentito parlare di a�?giovani genia�? ed era sempre stato deluso. Schubert disse che si aspettava una risposta de genere e la trovava perfettamente normale.
Gli amici non si persero da��animo e finalmente una sera riuscirono ad avere Vogl, che accettA? la��invito ad una schubertiade per vedere di cosa si trattava.
Alla��ora stabilita entrA? in casa di Schober, dove si teneva la schubertiade, pieno di sussiego e quando Schubert fece qualcosa di simile ad un inchino e balbettA? alcune parole circa la��onore di fare la sua conoscenza, Vogl sollevA? leggermente il naso e la��inizio della conoscenza sembrA? preludere al peggio. Poi Vogl disse a Schubert: a�?Che cosa��ha lA�? Allora mi accompagni. Era li Lied Augenlied, sulle parole di Mayrhofer. Vogl canticchiA? e poi disse: a�?Non malea�?. Quando Schubert gli presentA? altri Lieder divenne sempre piA? gentile. Uscendo salutA? Schubert con un commento: a�?In lei sA�, ca��A? qualcosa, ma A? troppo poco commediante, troppo poco ciarlatano, lei spreca le sue belle idee senza esprimerle pienamente.a�?
In veritA� la��impressione che gli avevano fatto i Lieder di Schubert fu travolgente e Vogl da quel momento partecipA? sempre alle serate musicali. InvitA? Schubert a casa sua, studiA? con lui i Lieder, e quando comprese il successo che avevano le composizioni di Schubert interpretate dalla sua voce, allora ritornA? alla musica con passione. Ebbe sempre piA? caro Schubert, lo portA? con sA� nei suoi viaggi nella Stiria, a Linz, a St.Florian, a Gmunden, a Gastein. In quegli anni videro la luce moltissime tra le piA? belle canzoni di Schubert, e sempre Vogl ne fu la��interprete.
Il successo non abbandonA? il grande cantante neppure dopo la morte di Schubert, e per dieci anni continuA? a portare al pubblico le composizioni che aveva tanto amato. MorA� dieci anni dopo Schubert, lo stesso giorno, il 19 novembre.

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Lichtental – Casa natale di Schubert
Mercato alto – Casa di Schubert in Wipplingerstrasse
Teatro an der Wien

La Vienna di Schubert

Una casa, la prima, nel sobborgo di Lichtental (mappa), dove Franz Schubert nacque il 31 gennaio 1797. Il padre dirigeva la scuola parrocchiale. La casa, alla��insegna del a�?Gambero Rossoa�?, si trova nella NA?AYdorferstraAYe. Una abitazione come tante altre, ma il luogo sul quale sorge ha un nome programmatico: am Himmelpfortgrund, il terreno della Porta del Cielo, perchA� la casa A? stata costruita sul terreno dove in precedenza sorgeva appunto il convento a�?La Porta del Cieloa�?.
Qui la vediamo in un dipinto di Michael Eder: (Vienna, Gesellschaft der Musikfreunde).

Casa natale di Schubert

Una casa borghese, come tutte le altre, con una facciata sobria e un cortile interno con piante e arbusti. Un balcone di ferro lungo il primo piano e una galleria vetrata.

Casa natale di Schubert

Schubert da ragazzo era dotato di una voce bellissima, quindi ben presto si presentA? alla��audizione per entrare nel coro delle voci bianche della Cattedrale di Santo Stefano. Avrebbe avuto una��istruzione musicale e generale nello Stadtkonvikt, il Convitto cittadino. Qui in un dipinto ottocentesco di Franz Gerasch.

Lo Stadtkonvikt

In un racconto di Amata Vienna ricostruisco la��atmosfera di quei giorni.

Il 30 settembre 1808 era una giornata insolitamente calda per Vienna. Quattro mesi prima la Wiener Zeitung aveva pubblicato in bella evidenza la��annuncio di un concorso per tre nuovi cantori nel coro della Cappella di Corte. a�?I candidati devono avere dieci anni, recitava il comunicato, conoscere un poa�� la musica ed essere in grado di frequentare la prima classe di grammatica dove saranno avviati anche alla conoscenza del latino. Se il rendimento sarA� giudicato soddisfacente verrA� loro concesso di proseguire gli studi al Convitto anche dopo la muta della voce.a�?
a��
Franz ha studiato. Si A? preparato tutta la��estate.
Ha cantato senza incertezze le partiture che gli hanno messo dinnanzi agli occhi. Adesso tace e con lui tacciono tutti. Ragazzi e professori: Salieri, Eybler e il maestro di canto Korner non gli hanno messo soggezione. La sua voce veniva alta e sicura, le note fluivano con facilitA� dalla sua gola. Nessuno la��ha ancora mai sentito cosA�. Neppure il padre che dietro la porta non sa se meravigliarsi o preoccuparsi. La voce tra pochi anni andrA� perduta, pensa. Non concede alternative la muta e lascia dietro di sA� una disperazione tutta maschile.
Nella��esame di ammissione per tre posti nel coro di voci bianche della corte vengono giudicati nella maniera piA? favorevole i due soprani Franz Schubert e Franz MA?llner e il contralto Maximilan Weisse. Questi tre cantori vengono accettati nel Convitto imperiale.

Qui Franz Schubert ritratto nella��uniforme del Convitto

Franz Schubert in uniforme del Convitto

Il 16 ottobre 1815 fu eseguita alla chiesa di Lichtental la prima messa di Schubert, in fa maggiore.

Tra i solisti ca��era anche Therese Grob, colei che spesso A? stata descritta, prima dagli amici di Schubert e poi dagli storici, come la prima innamorata di Schubert. A parte la sua presenza come interprete della parte del soprano in questa Messa, e eccezion fatta per una assidua la frequentazione, dal momento che erano vicini di casa, e alcuni Lieder dedicati a lei, non abbiamo altre certezze. Sappiamo che cantA? nella chiesa di Lichtental quel giorno di ottobre del 1815, e qualche anno dopo andA? sposa ad un fornaio.

Interno della chiesa di Lichtental

Schubert lavorava con tenacia e costanza tutte le mattine dalle sei o le sette fino alla��una. Di solito se aveva terminato una composizione ne iniziava subito una��altra.
Il pomeriggio era dedicato, soprattutto durante la bella stagione, alle passeggiate alla��aria aperta.

Qui una litografia di Moritz von Schwind: Passeggiata davanti alla cittA�. A destra si vedono Schubert e Vogl, dietro di loro Schober nella��atto di salutare togliendosi il cappello.

Passeggiata davanti alla cittaI�. Litografia di M.von Schwind

Se la stagione non era propizia alle passeggiate, allora gli amici si ritrovavano al caffA?, oppure al teatro.

Qui un disegno di von Schwind, con la��addio al teatro di Lachner, direttore della��orchestra di Corte di Monaco.

Concerto d'addio di Lachner. Schubert in platea applaude

Nel 1818 Schubert viene invitato a trascorrere la��estate in Ungheria, nel castello di Zeliz, come maestro di musica delle figlie del conte Esterhazy.
In una lettera al fratello Ferdinand, il 24 agosto, scriveva:

Qui incomincia a fare freddo, ma noi non torneremo a Vienna prima della metA� di novembre. Il mese prossimo, spero di recarmi per qualche settimana a Freystadt, nella proprietA� del conte ErdA�dy, zio del mio conte Esterhazy. Il paese deva��essere bellissimo. Spero anche di andare alla vendemmia a Pest che A? vicina a Bosczmedjer. LA� mi farebbe un enorme piacere incontrare il signor amministratore Taigele. Ea�� soprattutto la��idea di partecipare alla vendemmia mi rallegra, specie dopo che mi hanno raccontato quanto sia divertente. Il raccolto A? stato ottimo. Qui perA? non raccolgono le messi come da noi in Austria, ma innalzano in mezzo ai campi dei grandi mucchi di grano chiamati Triften. Spesso questi mucchi misurano da quaranta a novanta Klafter di lunghezza e dai venti ai trenta di altezza. Sono molto abili nel disporle in modo che la pioggia scorrendo non possa danneggiarli. La��avena e le altre sementi le seppelliscono nella terra.
Per quanto io qui stia bene e goda di ottima salute, per quanto gentili e cortesi siano le persone di qui, pure io mi rallegro infinitamente al pensiero del momento in cui diremo: A Vienna, a Vienna! SA�, Amata Vienna, tu nella tua piccola cerchia racchiudi quanto di piA? caro, di piA? amato al mondo e solo la vista, la celestiale vista di te potrA� placare la mia nostalgia.

Il castello di Zelisz

Alla��inizio del 1821 il giovane cantante August von Gymnich presenta in prima esecuzione Il Wanderer, su poema di Schlegel e altri importanti Lieder di Schubert. La��amico Sonnleithner organizza una serata a casa sua, nel palazzo che si vede qui, Gundelhof, sul Bauermarkt, dove si ritrovava tutta la��aristocrazia culturale viennese. Successivamente ci saranno serate in diverse associazioni viennesi e i quotidiani ne prendono atto.

Il Gundelhof, casa di Sonnleithhner al Bauermarkt_0001

Schubert cerca un editore. Intanto il 14 giugno del 1820 andA? in scena Die Zwillingsbruder (I fratelli gemelli), un Singspiel in un atto su testo di Georg Ernst von Hofmann al teatro della Porta Carinzia. In veritA� in quella��anno 1820 anche una��altra opera di Schubert andA? in scena, Die Zauberharfe, al teatro an der Wien. Il teatro era stato voluto da Emanuel Schickaneder e inaugurato nel 1801. Celebre ancora oggi per la sua Porta di Papageno, qui vennero rappresentate per la prima volta due opere schubertiane, la prima, giA� citata, Arpa Magica, e la Rosamunde, questa nel 1823.

Il Teatro della KaI?rntnertor

Teatro della Porta Carinzia

Teatro an der Wien
e… la Porta di Papageno

Sia la��Arpa magica che I Fratelli Gemelli non furono un grande successo. Il ruolo dei fratelli gemelli venne affidato a Johann Michael Vogl, qui ritratto in una caricatura disegnata da Franz von Schober.

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Per un periodo di tempo di circa due anni Schubert, dal novembre del 1818, visse con la��amico e poeta Mayrhofer, poeta, scrittore e censore imperiale, in un appartamento della Wipplingerstrasse, nei pressi del Mercato Alto. La sua stanza in un disegno di Moritz von Schwind del 1821.

La camera di Schubert nella Wipplingerstrasse (von Schwind 1821)

Nicht zugehA�rig…

…bin ich – keiner Generation, keiner Schule, keinem Heer, keiner Macht. Nur wenige Dinge vermA�gen mich zu befriedigen: die Poesie, die Freiheit, das VergnA?gen. In den letzten Jahren bin ich zahlreichen Gewerben nachgegangen, doch Anstrengung ist meines Genies nicht wA?rdig, so lasse ich die Dinge laufen, ohne sie zu vollenden. Zuweilen bemA�chtigt sich meiner der Gedanke, ein Dichter zu sein, doch vielleicht bin ich eher ein Philosoph als ein Dichter.

Denn ich habe kein Herz.

Schon als Junge habe ich gedacht, kein Herz zu haben, sei eine wunderbare Gabe, um die Gunst der Menschen zu gewinnen, und so habe ich mich dem Theater verschrieben. Jahrelang bin ich mit einer Amateurtheatergruppe umhergezogen, wir haben gierig gelesen und uns von TrA�umen genA�hrt. Wir konnten in unsere Visionen versinken, sie derart intensiv leben, dass diese Fantasien als eine neue Wirklichkeit erschienen, und so klatschten die Menschen uns Beifall. Jeden Abend an einem anderen Ort.
Umherziehend habe ich bemerkt, dass die Welt ein recht beschrA�nktes Wirkungsfeld ist fA?r jemanden, der so maAYlose BedA?rfnisse hat wie ich, die StA�dte sind lA�ngst mein Zuhause und ich kann aufbrechen, ohne auch nur meine Koffer packen zu mA?ssen.

Als ich von Schweden kam, war Wien eine lebendige und festliche Stadt. Man schrieb das Jahr 1815, und ich verliebte mich in einen JA?ngling. In dieser Kongressstadt voller Skandale, in der jede Livree, jede Kutsche einen Spion verbarg, war ich auf der Jagd, verschlagen wie ein Agent und besonnen wie ein Diplomat.

Jeden Morgen lieAY man die StraAYen der Stadt von MA?ll reinigen, A?berzeugt, dass irgendwo ein A?beraus wichtiges Dokument auftauchen wA?rde. Die StraAYenfeger stiegen zu wahren Institutionen auf. Dokumente, hieAY es, kA�nne man A?berall finden. Ein persA�nlicher Brief, eine Notiz, ein Taschentuch, der Hinweis auf eine Anwesenheit, in ihren HA�nden verwandelte sich jede Information in flA?ssiges Gold.
Auch die Postboten waren Teil der neuen Aristokratie, alle Briefe wurden geA�ffnet, jede Nachricht entschlA?sselt. VA�llig unbedeutende SchriftstA?cke wurden Objekte der Neugierde, Zettel, Karten, BlA�tter, Wertmarken, ErmA�chtigungen, Mitteilungen, Coupons, FuAYnoten, alles, was von den Strahlen jener neuen Sonne beschienen war, die diese Stadt der Denunzianten erleuchtete, erstrahlte in neuem Licht. Kam ein neues Rezept zum Vorschein, konnte auch dieses ein Vergehen verbergen. Mit Sicherheit kam es aus der KA?che eines Diplomaten, und es galt sein Geheimnis zu entschlA?sseln.

Ich verliebte mich in einen JA?ngling in dem Jahr, als die halbe Stadt sich den VergnA?gungen hingab, wA�hrend die andere HA�lfte nach diesen VergnA?gen gierte und ihnen misstraute.
Er war nicht schA�n, aber er war jung, klug und unerschA�pflich.

Wien hat sich jetzt in ein Heer von Spitzeln verwandelt, weil die Nachfrage tA�glich steigt. Die Spione sind allgegenwA�rtig, man muss alles wissen, die Hotelbediensteten werden dafA?r bezahlt, dass sie berichten, was in den Zimmern besprochen wird, an den Tischen der KaffeehA�user, in den Beiseln. Dieser erstickenden Neugierde entkommt niemand. Nirgends bist Du sicher, in den Bibliotheken wird kontrolliert, was Du liest, in den BA?chereien beA�ugen Dich die Regierungsspitzel.
Wien ist eine WA?ste, in der jeder einsam ist, umgeben von Bitternis. Beethoven ist taub, aber nicht deshalb ist er einsam, die Einsamkeit ist diese WA?ste, in der die Worte, die Feder, der blaue Stift und der rote, die Tabellen und Verordnungen Waffen sind.
Seit Bonaparte die Stadt verlassen hat, gibt sie sich den VergnA?gungen und der Polizei hin.

Meine Mutter war froh, als ich ihr sagte, ich wolle Schweden verlassen. Sie sah dort fA?r mich keine Zukunft. Ich war vernarrt in die Kunst und musste nach SA?den gehen (kommen?), nach Wien.
Sie hat nichts mehr von mir gehA�rt, hat die Nachrichten A?ber den Kongress in der Zeitung gelesen, und jetzt unterhA�lt sie sich mit Erinnerungen, die tA�glich verA�ffentlicht werden, von denen der groAYen PersA�nlichkeiten bis hin zu den sicher reizvolleren der Adeligen und Prinzessinnen ohne Zukunft. Jeder fA?hlt sich als Zentrum bedeutender Ereignisse.

Eine Menge A?berraschungen bietet das BlA�ttern in Polizeiakten. Irgendjemand hat versucht in die Amtsstuben der Hofpolizei einzudringen und erzA�hlt, dass sich in den RA�umen SA�cke, Berichte und Notizen stapeln. Es ist kaum mA�glich die TA?ren zu A�ffnen, und viele Angestellte werden in wenigen RA�umen zusammengepfercht, um Platz fA?r die Korrespondenz zu schaffen. Der Direktor der Staatspolizei hat die Kontrolle A?ber seine FunktionA�re verloren und verschickt gleichzeitig gereizt Anordnungen.

a�zIch mA�chte Sie hA�flich bitten, sich nicht nur sorgfA�ltig darum zu bemA?hen, Ihre Verbindungen und Quellen der Information so effizient wie mA�glich zu nutzen, um mir tA�glich ausfA?hrliche Berichte zu liefern, wofA?r ich mich selbstredend erkenntlich zeigen werde, sondern mir auch die Namen der Personen zu nennen, die Ihrer Meinung nach geeignet wA�ren unter den gegebenen UmstA�nden eingesetzt zu werden a��a�?

In KA?rze wird man dieses Heer von Spitzeln und ihre Familien durchfA?ttern mA?ssen. In diesem Chaos, das sagt einem schon der gesunde Menschenverstand, kann es geschehen, dass die unwichtige Nachricht, der Rougefleck irgendeiner kleinen Hure, den Stellenwert eines diplomatischen Geheimnisses erlangt.
Dabei habe ich erst vor wenigen Tagen gehA�rt, dass in einem MA?lleimer ein Brief gefunden wurde, in dem Karl Theodor Herzog von Dalberg dem franzA�sischen Minister von Livorno anbot, Napoleon zu entfA?hren, mit heimlicher UnterstA?tzung einiger Seeleute, bei denen er regelmA�AYig zu Gast sei. Das ist doch wirklich eine der Wiener Polizei wA?rdige Nachricht.

Ein Sturm hat unser Schiff hinausgetrieben, bevor wir den Hafen erreichten. Wir hA�tten unsere Jugend auf ruhiger See verbringen wollen, ohne TrA�umen und GefA?hlen hinterherzulaufen. Ich weiAY wohl, man wird Euch von dem dummen, absurden und nichtigen Geist jener Jahre erzA�hlen, ich aber weiAY, dass dahinter genaue Berechnung stand und das ist unschA�n, wie A?bermA�AYig gestA�rkte oder zu enge Kleider, weil man damit nicht dem Auf und Ab des Lebens, seine mangelnde Konstanz berA?cksichtigt.

Ich verliebte mich in einen Jungen und die Liebe A�ndert alles, das war schon in der Steinzeit so. Ich habe mich verstellt, ich habe A?bertrieben, ich habe geschmachtet, ich habe meine Sinne auf das A�uAYerste erhitzt, denn seine Freundschaft erschien mir ein Segen, dem ich nicht entsagen wollte.
a�zIch weiAY, dass Du nicht glA?cklich bista�?, schrieb er, wenn ich ihm fern war.
Du bist meine KA�nigin, frA�hlich und nach FrA?hling duftend. Bis gestern lagen wir in einer Wiese, das Haar im Gras. Wir alle zusammen, meine Freunde und die Deinen. Die Wunden schmerzten nicht so sehr. Wer bringt mir jene Tage der Liebe zurA?ck?
Dein KA�rper ist fruchtbare Erde, in die ich sA�hen will. Deine Schultern sind der starke Pflug, in meiner DA?rre nach Wasser zu graben, bleibe mir fern und richte Deine Augen auf mich, ich mA�chte deinen Blick spA?ren.

Dann war er es, der sich von mir entfernte, wA�hrend ich mich an meine Eifersucht klammerte.
a�zWieder einmal habe ich mich an einen Ort locken lassen, wo es niemanden gibt, mit dem ich ein paar Worte wechseln kA�nntea�?, schriebst Du.
Wir leben von Worten, fA?r Dich habe ich eine neuen Wortschatz geschaffen, denn auf einen geliebten Freund passen keine weiblichen WA�rter. Ich habe Dich geliebt und bin nicht mehr der gleiche wie zuvor. Ich habe alle Rollen fA?r Dich gespielt, ich habe den KA�nig und den Krieger verkA�rpert, den Soldaten und den Dichter. Doch ich bin kein Dichter, der Dichter warst Du.
Mit Dir wurde ich Sohn einer Welt, die ich zuvor nicht kannte. Ich habe die Feder in Tusche getaucht und begonnen, ein Werk zu schreiben. Endlich konnte ich Deine FA�higkeit bewundern, Noten zu modellieren. Deine Kunst kam vor allem anderen. Man hat mir erzA�hlt, dass das schon in Deiner Kindheit so war, Dir war nichts A�uAYeres wichtig, Du schriebst. Du nahmst den Geruch der Spitzel nicht wahr, wenn sie Dir nahe kamen, nicht die A?berheblichkeit der BiedermA�nner, die nachsichtige GA?te der Prinzessinnen, was Du fA?hltest, war in Dir, und Du folgtest Deinem Weg mit einer Beharrlichkeit, die verbohrter war als meine Liebe. Ich habe versucht standzuhalten, doch manchmal kam ich, um Dich anzuschauen, Dich, eingeschlossen in der Dachstube deines Geistes. Die Feder in der Hand und das linierte Blatt auf dem Tisch.
Hin und wieder gelang es mir, Deine Pausen zu erraten, den Satz, der innehielt, wA�hrend Du den Blick hobst in Gedanken. Ich fragte mich, ob Du mir spA�ter etwas sagen wA?rdest, doch ich wusste bereits, das wA?rdest Du nicht tun. Das war allein Deine Welt und Du brauchtest sie nicht zu beschreiben.
Dann wandtest Du Dich wieder dem Schreiben zu und ich spA?rte Deine Musik wie einen A?bervollen Fluss gegen die UferbA�schung drA?cken. Die Feder hielt fA?r lange Zeit nicht still. Es wA�re ein Fluss gewesen, der die Welt hA�tte A?berschwemmen kA�nnen, so groAY war seine Kraft. Festungsmauern, DA�mme aus Stein bebten unter seiner Wucht, bis wieder Ruhe einkehrte. Manchmal lachtest Du wie ein Kind, lA�schtest etwas aus und schriebst es geduldig neu, doch Du warst kein Kind, Du warst mein Geliebter, durch GlaswA�nde von mir getrennt. Ich suchte nach Worten, Gott zu danken, dass er mich zu Dir gefA?hrt hatte.
a�zIch habe mir die Zeit erobern mA?ssena�?, sagtest Du einmal. Ich wusste alles von Dir, doch begriff ich nicht, dass Deine Dimension die Gegenwart war. Die Gegenwart ist das Meer, und Du hattest nicht einmal Zeit, es zu sehen. Du kanntest nur Bergseen und die Donau.
Die Gegenwart ist unsere Heimat. Wie dumm von mir, an Dich als einen Musiker der Zukunft zu denken. Als Du Dich verletztest, war das Blut wahres Blut. Und Du warst nicht nur ein JA?ngling.
An jenem Tag kehrtest Du zurA?ck in Dein Studierzimmer und ich blieb zurA?ck mit einem zerrissenen Blatt in der Hand. Du hattest es so hingeworfen. a�zEs ist eine Idee, wirf es nicht wega�?, sagtest Du. Ich hob es auf, verhielt den Drang, es zu verzehren. Ich hA�tte deine Kunst verschlungen.

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